Scopo della pagina: dare nozioni circa la porta USB e permettere di riconoscere i diversi connettori USB che si possono incontrare.
Universal Serial Bus
Nel 1994 i produttori di computer hanno pensato di creare un sistema “universale” per collegare i computer a dispositivi “vicini” (pochi metri) come mouse, tastiere, stampanti e altre cose.
In pratica il collegamento si basava su quattro fii, due per alimentare l’apparecchio e due per la trasmissione dei dati tra PC e dispositivo collegato. La possibilità di alimentare il dispositivo valeva per oggetti tipo mouse e tastiere, per stampanti o altri dispositivi “grosso” no.
Su Wikipedia si trovano storia, informazioni e immagini per approfondire.
Il numero indica la velocità
In sintesi: USB 2 (2.0) va a velocità media e USB 3 (3.0, 3.1, 3.2) va a velocità alta (10 volte USB 2, o più). Per andare alla velocità di USB 3 occorre che sia il computer sia il cavo, sia il dispositivo collegato supportino USB 3. Se per esempio il cavo è u USB 2, il sistema funziona ancora ma alla velocità limitata di USB 2. Ora qualche dettaglio in più…
La velocità di USB è aumentata nel tempo. Nel 2000 è uscita USB 2.0, che conosciamo ancora adesso e nel 2009 è uscita USB 3.0, 10 volte più veloce di USB 2.0. Da poco abbiamo anche USB 4.0, ma non molto diffuso.
Chi usa dispositivi Apple può avere utilizzato anche le porte Lightning e Thunderbolt, paragonabili grosso modo alla USB 2 e alla USB 3 e oltre ma che fanno uso di connettore specifici di Apple e che non conosco molto).
Una differenza portata da USB 3.0 è che da 4 fili della USB 2 si è passati a utilizzare 9 fili e pertanto i connettori di USB 3.0 sono stati modificati per avere più contatti elettrici, pur restando però compatibili con i “vecchi” connettori USB 2.
Un cavo o un adattatore adatto per USB 3 funzionerà anche se usato in porte USB 2 (ha dei fili in più che non verranno usati) mentre un cavo per USB 2 funzionerà ma limiterà la capacità della porta allo standard USB 2 (perché non potrà usare i fili extra per sfruttare la maggiore velocità di USB 3.
La lettera (o il nome) indica la forma del connettore
Si parla di “USB Tipo A” (che è il connettore USB “tradizionale”), “USB Tipo B”, “USB Tipo C”, MiniUSB, MicroUSB.
I primi sono stati Tipo A e Tipo B, in genere il computer aveva la porta tipo A e, per esempio, la stampante aveva la porta tipo B.









Faccio notare che i connettori USB 3 hanno l’interno blu. Osservando l’interno del Tipo A si vede che hanno una doppia fila di contatti, quattro dietro e cinque davanti, mentre gli USB 2 hanno solo 4 contatti.
In seguito il connettore Tipo B è stato spesso sostituito da connettori più piccoli, il MiniUSB e il MicroUSB






(c’è anche il MicroUSB USB 3.0 che ha una estensione laterale rispetto al MicroUSB 2.0, usato in certi hard disk esterni, per esempio.
Intanto che USB si sviluppava, Apple utilizzava il Lightning (furbo perché simmetrico, si poteva inserire in entrambi i modi, mentre gli USB no) e il Thunderbolt, più veloce, che tralascio.

Cronologicamente il “Tipo C” è l’ultimo (ed è quello quello che finalmente si può inserire nei due versi).


Quando un computer ha questo connettore vuol dire che va almeno a velocità di USB 3, ma potrebbe andare anche alcune volte più veloce. Quando un PC ha una porta “USB C” oppure una porta “Thunderbolt 3” o “Thunderbolt 4” o “USB 4” si tratta sempre di questo connettore che ora è utilizzato anche da Apple, se non erro. I cavi usati devono essere adatti. Un cavo USB C generico non ha le prestazioni per andare alla velocità massima di Thunderbolt 3 ma vale invece il contrario.
Nota: ci sono cavi USB che sono fatti per la sola ricarica e non permettono il trasferimento di dati
Tirando le somme
Il numero indica la velocità di trasferimento dei dati. USB 2.0 è una velocità media e può essere usata quasi per tutto, eventualmente richiedendo più tempo per il trasferimento di grossi volumi. USB 3.0 è “veloce” e permette di utilizzare anche apparecchi e dischi esterni veloci al loro massimo potenziale, ottimizzando i tempi.
USB 2.0 raggiunge i 480Mbps teorici, in pratica circa 35 megabyte al secondo
USB 3.0, 3.1, 3.2 e 4.0 hanno una velocità di almeno 10 volte superiore, vale a dire 5Gbps, che sono 5000Mbps (le 3.2 e 4.0 anche di più ma non ci interessa molto).
USB 2.0 va bene per tastiere, mouse, stampanti, che sono periferiche che trasmettono o ricevono a una velocità bassa o media. USB 3.0 e superiori servono se è necessario un flusso di dati molto rapido (dischi esterni veloci, interfacce video, hub USB).
Ma perché tutto ciò?
Quando si acquistano dispositivi come interfacce, hub, webcam che funzionano via USB occorre badare al tipo di connettore che hanno.
Per le cose da collegare al computer si tratta in genere di “Tipo A” oppure di “Tipo C”.
Alcuni prodotti hanno in dotazione anche un adattatore, in modo da poter utilizzare il prodotto sia con USB Tipo A sia con USB Tipo C. Altri prodotti, tra cui la webcam Logitech StreamCam (che è una ottima webcam, per vari motivi) hanno il cavo con connettore USB C, e non c’è adattatore.
Ecco perché può essere utile avere degli adattatori del tipo seguente. E il discorso circa USB 2 e USB 3 serve perché spesso si trovano adattatori USB 2, mentre se sono USB 3 (hanno l’interno della parte Tipo A di colore blu) è meglio. Si può cercare “adattatore USB 3” e scegliere il modello che serve.
Qui sotto indico degli adattatori di due tipi diversi, più che altro per dare un’idea di cosa cercare. Questi non li conosco ma dovrebbero fare il servizio richiesto. Ce ne sono tanti. Se si trovano dotati di occhiello e cordino può essere comodo per poterli legare al cavo.
A volte servono più porte USB di quante il computer offre – L’hub USB
Quando si cominciano a utilizzare diversi dispositivi USB (webcam, microfono o interfaccia audio USB, dischi esterni e altri oggetti, può diventare utile un “hub” (multipresa), che su connette a una porta USB del computer e permette di ottenerne 4, 7, 10…
Occorre tenere presente che il traffico totale di tutte le porte dell’hub non può superare quello della porta del computer al quale è connesso.
Se la porta del computer è USB 3, allora è opportuno che anche l’hub sia USB 3, così, se uno dei dispositivi consente trasferimenti veloci questi possano avvenire.
Un discorso analogo vale per la capacità di alimentare i dispositivi connessi all’hub, perché una porta USB può fornire una corrente limitata, che verrebbe a sua volta ripartita tra i dispositivi connessi e potrebbe non essere sufficiente. Ma per questo ci sono gli “hub alimentati”, che hanno un proprio alimentatore e sono in grado di dare tutta la corrente necessaria a tutte le porte.
Nella ricerca del prodotto si può cercare “hub USB 3.0” o “hub usb 3,0 alimentato“, verificando che si tratti di un 3.0 (o 3.1 o 3.2). Acquistrare un 2.0 fa risparmiare qualche euro ma ha senso solo se si sa che ciò che connetteremo non ha bisogno di traffico veloce (come una tastiera, un mouse…).
Indico alcuni esempi, con prese USB Tipo A. Da verificare anche il tipo di connettore che serve (USB Tipo A o USB C). Alcuni sono già forniti di adattatore.
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